Big Brother: WE ARE WATCHING YOU

Paura? No grazie.
Negli ultimi anni abbiamo subito una intensiva e massiccia campagna di paura e terrore atta ad incutere nel cittadino paura, timore, terrore di attentati terroristici, anarchici, stupri, violenza.
Questa paura, ingigantita ad arte dalla nostra classe politica ed amplificata dai media, ha dato adito ai potenti di poter sovrastare la privacy del cittadino in nome della sicurezza.

Con la scusa di garantire maggior sicurezza ai cittadini sono state installare migliaia di telecamere in ogni angolo della citta’: in centro, in periferia, nei vicoli, ai semafori, ogni centimetro di strada della nostra citta’ e’ monitorata, avendo la possibilita’ di controllare tutti i nostri movimenti. Dove andiamo, quanto tempo ci mettiamo ad andare in un posto, in quali negozi entriamo, davanti a quali vetrine ci fermiamo e per quanto tempo, chi frequentiamo e cosa facciamo sono solo alcune delle informazioni che queste telecamere raccolgono.

Tutta la nostra vita al di fuori delle quattro mura domestiche e’ sorvegliata, controllata, registrata, vista e rivista nel nome della sicurezza: un sistema messo in piedi ad arte per fare in modo che noi accettassimo questo abuso, subendo pressioni e dando rilievo a notizie che accrescono la nostra paura.
Le telecamere non sono la panacea, sicurezza e privacy possono coesistere, come dice Bruce Schneier:
“La sicurezza è cruciale per la sopravvivenza, non solo delle persone, ma di ogni essere vivente. La privacy è una caratteristica che riguarda solo gli esseri umani, ma è un bisogno sociale. È essenziale per la dignità
personale, per la vita di famiglia, per la società, per ciò che ci rende umani”.
Come dice anche Benjamin Franklin: “Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di sicurezza momentanea non merita né la libertà né la sicurezza”.
Questo vuol dire che la privacy e’ una componente fondamentale della nostra societa’, e rinunciarvi non significa essere piu’ sicuri, ma avere un falso senso di sicurezza (che e’ piu’ grave): basti pensare che, nonostante tutte le telecamere, gli stupri continuano, le persone vengono uccise, le bombe continuano ad esplodere ed utilizzare le telecamere per arrestare i colpevoli non rende la citta’ piu’ sicura, contando che molte telecamere non funzionano o funzionano male.

Con questa scusa tutte le citta’ d’Italia sono stare riempite da telecamere in ogni angolo, anche dove non ci sono “obiettivi sensibili”: un’abile mossa per monitorare totalmente la citta’ ed i suoi abitanti.
E’ ora di dire basta a questo Stato spione, che ci controlla e ci vuole sottomessi e spaventati.
Ed e’ per questo che MSAck e’ fiera di presentarvi il progetto “Big Brother: WE ARE WATCHING YOU”.

Sulla scia di quanto fatto dal caro Epto su tramaci.org, abbiamo deciso di utilizzare Google Maps, uno strumento del censore, per segnare sulle sue mappe tutte le telecamere presenti nelle citta’ d’Italia, in modo da avere una visione d’insieme di quanto siamo spiati, di quanto ormai ci resta della nostra privacy, di quanto e’ subdolo e potente lo stato censore.

Tutti possono collaborare all’inserimento di una telecamera semplicemente inserendo un segnalino sulla mappa in prossimita’ della telecamera da segnalare (N.B. Le mappe di Google non sono aggiornate, quindi alcune telecamere che vengono mostrate li’ non sono piu’ disponibili e vice versa, alcune telecamere non sono presenti nelle immagini di street view).
Collaborare significa smascherare la falsita’ dello Stato, mostrare che noi ci siamo, abbiamo una coscienza critica e sappiamo loro cosa fanno e come lo fanno; segnalare le telecamere servira’ a tutti come monito per smascherare le nefandezze di questo societa’ che ci vuole controllati, nella dittatura del nuovo millennio dove non c’e’ plateale censura di espressione, ma  controllo.
Se non vuoi collaborare, non e’ un problema: tieni presente che comunque, in ogni caso, loro ti spiano.

Link alla mappa qui

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